Home Cultura #Dysturb – Accessible Photojournalism

#Dysturb – Accessible Photojournalism

Abbiamo incontrato Laurence Cornet da Minimum, in via Giacalone 33 a Palermo. Laurence è membro del collettivo #Dysturb, un gruppo di fotografi freelance, che hanno come obiettivo quello di rendere accessibile a tutti le notizie che spesso vengono deliberatamente messe da parte dai media.

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foto di Francesco Giardina

Il gruppo vuole, inoltre, presentare il fotogiornalismo sotto una nuova veste innovativa, completamente autofinanziato e indipendente dalle grandi testate giornalistiche.

Nato dalla mente di due fotoreporter francesi, Pierre Terdjim e Benjamin Girette, è apparso per la prima volta a Parigi quasi tre anni fa e, successivamente, è stato invitato a ”Visa pour l’Image”, un festival della fotografia che si tiene annualmente a Perpignan, in Francia. Attraverso l’uso di colla a base d’acqua, il gruppo affigge immagini delle dimensioni di 3×4 metri sui muri delle grandi città del mondo, accompagnandole con didascalie che hanno il compito di raccontare la storia che sta dietro a quelle immagini.

Queste vengono presentate in bianco e nero e Laurance ci spiega il motivo: “Quando è partita l’idea, l’unico strumento a disposizione per la stampa era un macchinario che stampava in bianco e nero e delle dimensioni 1×3 metri. Abbiamo deciso in seguito di rimanere fedeli a questa linea perché le immagini di queste dimensioni riescono a risaltare di più in una città piena di immagini a colori”.

Le immagini scelte non vengono affisse sui muri per provocare. Non sono crude o violente o che possono ferire la sensibilità delle persone più giovani, #Dysturb è adatto a tutte le età. Anche il muro che riceverà il poster viene identificato con cura. Sono muri che si trovano in luoghi di grande passaggio e che, se possibile, hanno una connessione con il tema trattato. Pur non chiedendo alcuna autorizzazione, il collettivo si è dato delle linee guida molto importanti. Le foto non vengono mai affisse su palazzi storici o equivalenti, ma vengono preferiti muri anonimi e già rovinati. I temi trattati non devono toccare problematiche relative al paese dove si decide di intervenire, ad esempio non si vedranno mai immagini con problematiche italiane su un muro italiano.

Il progetto non ha semplicemente lo scopo di coinvolgere il singolo passante distratto ma ha iniziato ad avere una valenza pedagogica entrando nelle scuole e coinvolgendo da vicino anche la sensibilità dei ragazzi. Il gruppo è andato via via ad allargandosi sempre più e ora conta diversi membri sparsi in tutto il mondo, da New York a Parigi, da Istanbul a Sidney.

#Dysturb ha coinvolto la città di Palermo armato di immagini di Massimo Sestini, Jake Naughton, Nico Filippo Rosso, Frederic Lafargue e Alessandro Grassini. Se vi trovate a passare da via dell’Orologio, via Roma, cortile Santa Caterina o dai mercati del Capo e Ballarò, fermatevi ad ammirare le immagini e a leggere le didascalie che le accompagnano. Non ve ne pentirete.

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