Home Cultura “La memoria come risorsa”, tra riscoperta e rivalutazione

“La memoria come risorsa”, tra riscoperta e rivalutazione

Si è svolta presso l’ex casa Badalamenti, giorno 6 agosto dalle ore 18.00 alle 23.00, l’iniziativa “La memoria come risorsa” organizzata da “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” in collaborazione con “Officina Rigenerazione”.

L’evento, cofinanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, si inserisce nel più ampio progetto “La memoria e il presente” finalizzato al coinvolgimento dei giovani in età scolastica in attività laboratoriali che prevedono musica e spettacolo.

Con “La memoria come risorsa” le due associazioni si sono poste come obiettivo l’individuazione dei beni paesaggistici, archeologici e agroalimentari del territorio cinisense e dei dintorni al fine di una loro riscoperta e di una rivalutazione.

La manifestazione si è articolata in diversi momenti offrendo la possibilità di partecipare a varie attività. I lavori si sono aperti a partire dalle ore 18,00 nel tratto del Corso Umberto I che unisce Casa Memoria e l’ex casa Badalamenti nel quale sono stati allestiti degli stand espositivi riservati alle produzioni locali artigianali all’insegna del riciclo e dell’ecosostenibilità. In contemporanea è stato possibile assistere alla dimostrazione di antiche arti manuali come il ricamo a “tombolo” a cura della signora Maria Vitale e del “norvegese” realizzato dalla signora Daniela Mortillaro e alla lavorazione degli intrecci di vimini curato dal signor Damiano Vitale. E’ stato riservato inoltre uno spazio per i più piccoli ai quali si sono dedicati i ragazzi di Casa Memoria e Officina Rigenerazione intrattenendoli con tradizionali giochi di strada grazie anche al contributo della professoressa Rosa Riccobono. L’intento naturalmente è quello di trasmettere la memoria e le tradizioni della comunità di Cinisi alle giovani generazioni in modo da non perdere gran parte della cultura locale che è alla base della nostra storia.

Dalle 19.00 in poi si è aperta una tavola rotonda trasmessa in diretta su Radio 100 passi all’interno dell’ex casa Badalamenti. L’incontro, finalizzato alla conoscenza e alla rivalutazione dei beni e delle risorse storiche, culturali e naturalistiche del territorio, ha avuto come relatori il professore Nino Vitale, docente di Lettere e appassionato di storia delle tradizioni popolari, la dottoressa Maria Antonietta Mangiapane, direttrice della Biblioteca Comunale di Cinisi e lo studioso d’archeologia e libero ricercatore Pippo Lo Cascio. I relatori hanno affrontato varie tematiche riguardanti la storia del nostro territorio da punti di vista differenti, fornendo spunti di riflessione su ambiti diversi ma tutti afferenti alla sfera del riconoscimento e della valorizzazione delle nostre bellezze.

Il professore Vitale ha incentrato il suo intervento sulle peculiarità del settore agroalimentare del nostro paese anche in riferimento alle antiche colture e alle feste popolari legate al cibo, all’alternarsi delle stagioni e al ruolo che queste occupano nella vita cittadina.

La dottoressa Mangiapane ha relazionato sulla storia di Cinisi soffermandosi in particolare sull’ opera letteraria di Giovanni Meli e sui luoghi del nostro territorio che hanno ispirato le sue più belle poesie. Ha messo in evidenza come la personalità complessa di questo autore, rappresentante dell’Arcadia in campo nazionale, può essere punto di partenza per la creazione di un percorso unico, originale dei posti cantati dal poeta, veri e propri “itinerari sentimentali” tra ricordi e realtà.

Pippo Lo Cascio ha poi fatto un excursus sulle torri costiere della nostra Sicilia avvalendosi anche di diapositive esplicative di alcuni tra i più importanti beni architettonici e archeologici. Dalla sua puntuale analisi è emersa l’urgenza di tutelare e salvaguardare i tesori che costituiscono l’ identità della nostra terra. Il convegno si è poi trasformato in un vero e proprio dibattito grazie all’ interesse e alla partecipazione attiva del pubblico.

Uno dei tratti comuni degli interventi proposti è il principio di una fruizione delle nostre ricchezze storiche e agroalimentari che siano inserite in un circuito turistico ecosostenibile e che la memoria e le tradizioni possano davvero trasformarsi in volano economico.

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