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Un tuffo nel blu

Rosuccio Giliberti e due bambini del progetto "Nuotabilmente"

Lo sport mescolato al gioco come mezzo per attuare un’inclusione vera, che ha visto partecipare, lo scorso mese, presso la piscina comunale Pietro Giliberti di Terrasini, tanti bambini dai “bisogni speciali”. Il progetto “Nuotabilmente”, voluto fortemente da alcuni genitori, messo in atto dall’Associazione Onlus Alba, fondata lo scorso marzo per volontà di due mamme esemplari, Piera Randazzo e Monica Messina, e patrocinato dal Comune, in un solo mese è riuscito a donare tante emozioni, divertimento e gioia.

Si può fare di più, tutti insieme, se lo si vuole e ci si crede. Nato dalla volontà di alcuni genitori, con l’idea e l’obiettivo di realizzare un progetto veramente inclusivo, “Nuotabilmente” ha avuto grande merito e successo. Per alcuni genitori l’importante era far entrare in acqua i bambini, obiettivo che è stato pienamente raggiunto e superato. Altri bambini dovevano staccarsi dalla scaletta e iniziare a nuotare anche se accompagnati dai braccioli e dal supporto costante dell’istruttore, ad altri sono state impartite le prime nozioni di pallanuoto.

Svolto totalmente su base volontaria, il comune di Terrasini ha offerto gratuitamente lo spazio d’acqua in piscina, due volte a settimana per tre ore, pensato con obiettivi minimi, il progetto non aveva una valenza terapeutica ma ludica. L’obiettivo principale era quello della valorizzazione delle potenzialità del singolo bambino e attenzione agli interessi ed inclinazioni di ciascuno per una inclusione sociale reale.

Tante le persone che volontariamente hanno collaborato. “Ringraziamo ancora una voltaa parlare è Monica Messina, Presidente dell’associazione Onlus Albail sempre disponibile Rosuccio Giliberti (nella foto di apertura) pilastro della pallanuoto terrasinese, la società di pallanuoto Rari Nantes di Terrasini, l’onnipresente Ciccio Tocco (detto Ciccio kayak per la sua attività ambientalista a favore delle nostre coste), Carlo Ciccia con la sua sensibilità ed esperienza da insegnante, che ha permesso di mettere in evidenza come alcune stereotipie potessero essere utilizzate favorevolmente. Nel caso, ad esempio, di un bambino che tendeva sempre ad andare sott’acqua si è tratto vantaggio per farlo nuotare sott’acqua. Un grazie alla Pedagogista Cetti Salamone, a Matteo Giliberti che anche l’anno scorso ha collaborato al progetto “piccoli delfini”, portato avanti dall’amministrazione comunale precedente. Grazie al centro commerciale “La Torre” e al suo Direttore Tommaso Brunetti. Un grazie speciale inoltre, da parte di tutte noi, al funzionario Aldo Carano, a Renata Gristina e all’assessore Angelo Cinà, con la promessa di rivedersi prestissimo”.

piscina_comunale_nuotabilmente

Gli utenti hanno risposto benissimo, entusiasti tutti per l’iniziativa. Le considerazioni finali degli organizzatori sono certamente di soddisfazione ma anche in parte di rammarico perché – ci dicono – “nel momento in cui si sono stabiliti rapporti di fiducia il progetto è arrivato al termine.

Appoggeremo sempre iniziative così importantiha dichiarato a tal proposito il Sindaco Giosuè Maniacioltretutto nate dall’attività di associazioni attivissime nel territorio. Con il bilancio operativo daremo una mano più consistente alle attività sociali della nostra città”.

Prima di salutarci Monica Messina ci dice che “due sono i prossimi obiettivi da raggiungere tutti insieme: il primo, riattivare il progetto per aprile e farlo durare più a lungo, il secondo, trovare una soluzione affinché disabili in carrozzina possano anch’essi diventare fruitori della piscina”.

mamme promotrici del progetto "Nuotabilmente"
mamme promotrici del progetto “Nuotabilmente”

Molto anche dipende da noi, dal nostro modo di vivere, di imparare, interagire, di pensare e di vedere le cose, da cosa ci aspettiamo dagli altri e dal confronto, da quello che la società di oggi impone come perfezione: “le persone con disabilità costituiscono – come ha detto lo scorso mese Papa Francescoper la famiglia un dono e un’opportunità per crescere nell’amore, nel reciproco aiuto e nell’unità.”

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