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HIV, AIDS e il rischio sommerso: l’importanza di sapere, prevenire e sensibilizzare ogni giorno

Anche quest’anno, come dal 1988, il primo dicembre è stata celebrata la giornata mondiale della lotta contro l’Aids, un’occasione per richiamare l’attenzione di tutta la popolazione su questo delicato tema, invitandola a unirsi nella battaglia contro l’Hiv, mostrare supporto alle persone sieropositive e commemorare le vittime che negli anni questo virus ha mietuto.

Sono tante le lacune e le false credenze che aleggiano attorno al mondo dell’ Hiv, e che, di fatto, hanno un ruolo decisivo nella sua diffusione, pertanto colmare le prime e sfatare le seconde rappresenta già un primo passo importante per tentare di tamponarla.

Una differenza importante

Molti ignorano la differenza tra Hiv e Aids, utilizzandoli come sinonimi e in modo intercambiabile, e da questa confusione deriva parte delle paure che qualcuno nutre rispetto alla possibile scoperta di uno stato di sieropositività e che porta talvolta alla decisione di non effettuare il test o di ritardarne la richiesta.

AIDS è l’acronimo utilizzato per indicare la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, una malattia che colpisce il sistema immunitario indebolendo progressivamente le sue capacità di difesa, e che è causata dal virus dell’ HIV, acronimo di Human Immunodeficiency Virus, che gradualmente riduce il numero di linfociti CD4, i globuli bianchi che determinano la risposta del sistema immunitario alle infezioni. Negli anni ‘80, quando si cominciarono a registrare i primi casi di malati di Aids, si sapeva ben poco sulla malattia e sul virus che la causava, così come delle sue modalità di trasmissione, ed essere stati contagiati equivaleva ad una sentenza di morte. Fortunatamente è cambiato tanto da allora, e oggi, grazie ai progressi avvenuti in campo farmacologico, essere sieropositivi non equivale ad avere l’Aids, ed essere destinati a morirne, ma significa che si è contratta l’infezione da Hiv con cui si dovrà convivere per sempre. Per questo motivo è fondamentale scoprire tempestivamente se si è o meno sieropositivi, non negandosi la possibilità di iniziare in tempi ottimali la terapia prevista che consente di tenere a bada la replicazione virale e la progressione dell’infezione verso la malattia conclamata: l’Aids.

Gli ultimi dati ufficiali forniti dall’ Istituto Superiore di Sanità riferiscono che in Italia nel 2015 sono state segnalate 3.444 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi ogni 100.000 residenti, ma si stima che il numero effettivo di persone contagiate dal virus sia in realtà  superiore e che circa

1 persona su 4 non sappia di essere sieropositivo.

Un dato grave questo se si considera anche che chi è ignaro del proprio stato sierologico verosimilmente starà meno attento ad evitare condotte a rischio che favoriscono l’ulteriore diffusione del contagio.

Altro aspetto basilare e su cui vertono le campagne di sensibilizzazione alla prevenzione riguarda proprio l’informazione sulle modalità di trasmissione del virus, che sono essenzialmente 3:

  • Trasmissione sessuale, attraverso rapporti sessuali non protetti dal preservativo
  • Trasmissione ematica, per mezzo dello scambio di siringhe con sangue infetto, o tramite materiali iniettivi
  • Trasmissione verticale: dalla madre sieropositiva ai figli (durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno

Quindi i fluidi corporei infetti che possono trasmettere l’Hiv sono il sangue, il liquido seminale, le secrezioni vaginali e il latte materno (sono esclusi la saliva e il sudore).

Chi è a rischio?

Rispetto al passato la distribuzione delle nuove diagnosi da Hiv per modalità di trasmissione ha subito un notevole cambiamento: la proporzione di contagi attribuibili a sangue infetto è notevolmente diminuita, mentre sono aumentati esponenzialmente i casi di contagi riconducibili alla trasmissione sessuale, che si aggirano ad una percentuale che supera l’80%. Quindi ad oggi si può affermare che la stragrande maggioranza dei contagi è legata a rapporti sessuali non protetti e ad essere a rischio non sono particolari categorie di persone (come chi si droga o è omosessuale, cosa che il senso comune persiste erroneamente a credere), bensì tutti coloro che non adottano precauzioni rispetto ai comportamenti causa di contagio. 

Dai dati provenienti dal sistema di sorveglianza dei casi di Hiv e Aids emerge come oltre il 50% dei casi di AIDS segnalati nel 2015 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV-positive!

Questa cospicua fetta di ammalati ha sottostimato probabilmente il rischio di esporsi al virus..

Oltre il 50%!

L’importanza di sapere

La notizia a cui nei giorni scorsi è stato dato rilievo è stata il via libera della vendita nelle farmacie italiane dei test per l’ autodiagnosi dell’ Hiv, per mezzo del quale con una semplice puntura ad un polpastrello da cui si preleva un pò di sangue, dopo appena 15 minuti, la persona potrà scoprire se è stata o meno contagiata dal virus. Il test potrà essere acquistato da chiunque, purchè maggiorenne, al prezzo di 20 euro e senza previa ricetta medica (contestualmente al test è prevista la consegna di materiale informativo sull’ Hiv). Dando la possibilità di “vivere privatamente”, a tu per tu, il primo incontro con il responso diagnostico si spera di aumentare il numero di coloro che effettueranno il test, intercettando le persone sieropositive “sommerse”. E’ bene ricordare però che nonostante il test abbia una grande attendibilità, indipendentemente dall’ esito che darà è raccomandabile rivolgersi sempre ad un medico e ripetere il test presso una struttura sanitaria o un laboratorio di analisi. In questo modo si potrà essere certi che non si tratti nè di un falso positivo, nè tantomeno di un falso negativo, possibile ad esempio nel caso in cui il test sia stato eseguito all’ interno del cosiddetto “periodo finestra” (fase in cui è avvenuta l’infezione, ma la produzione di anticorpi non è ancora cominciata, oppure quelli prodotti finora non sono ancora sufficienti per essere rilevati dal test), e che può variare da un minimo di qualche settimana fino a 3 mesi.

L’importanza della prevenzione

Ad oggi non esiste un vaccino e neppure una cura per l’infezione Hiv, pertanto

l’arma più efficace per frenare il suo dilagare resta la prevenzione in tutte le sue forme, che si tratti di prevenzione primaria (es. uso del profilattico) o secondaria (fare il test).

Giungere tempestivamente all’eventuale diagnosi Hiv-positiva permette di iniziare precocemente la terapia antiretrovirale che se seguita diligentemente fornirà alla persona un’aspettativa di vita pari a quella delle persone Hiv-negative. Fare il test quindi è un atto di responsabilità e amore verso se stessi, ma anche nei confronti degli altri, perchè si potrà contribuire al tentativo di arrestare la diffusione.

Per poter promuovere sempre più la prevenzione è essenziale non smettere di sensibilizzare, anche se in una società come la nostra, in cui parlare di educazione sessuale e divulgare l’importanza dell’ utilizzo di profilattici è “argomento out” e tabù, è facile incontrare barriere anche in attività di educazione alla salute virtuose e fondamentali.

La speranza  di quanti si impegnano quotidianamente nel contrasto alla diffusione del virus è che il primo dicembre non sia l’unico giorno in cui si ricordi il valore della prevenzione, e che questa ricorrenza sia solo un’ opportunità per alzare la voce, una voce che non dovrebbe affievolirsi gli altri giorni dell’anno, per non rischiare che l’Hiv e l’Aids restino ancor più sommersi di quanto non lo siano già.

Al seguente link si potrà accedere a un quiz per testare il proprio livello di conoscenza sull’argomento HIV/AIDS, un modo utile per sfatare credenze infondate e riflettere sul problema.

http://www.lila.it/it/hivquiz

 

Fonti sitografiche e link suggeriti per approfondire il tema HIV/AIDS

http://www.anlaidsonlus.it/  (Anlaids: Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS)

www.iss.it (Istituto Superiore di Sanità)

www.lila.it/it (Lila: Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids)

www.poloinformativohiv.info

www.who.int/en/ (World Health Organizzation, Organizzazione mondiale della sanità)

www.worldaidsday.org

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