Per Casa Memoria, non si tratterebbe affatto di un intimidazione mafiosa ma di un atto vandalico, che fa comunque molto male.

Cinisi 11 gennaio 2016. Una delle mattonelle che segnano il percorso dei cento passi, dalla Casa di Peppino a quella del Boss Tano Badalamenti è stata distrutta un paio di giorni fa. Si tratta di una delle bellissime pietre d’inciampo che decorano una parte dei marciapiedi del corso principale di Cinisi, Corso Umberto I, realizzate dall’artista Fabio Butera. Queste pietre Furono realizzate attraverso il progetto “Un ponte per la memoria”, messo in piedi grazie all’impegno e al sacrificio di diverse persone con la collaborazione dei giovani alunni delle scuole.

Sul sito web di Casa Memoria si legge: “Un atto che riteniamo puramente vandalico, non di matrice mafiosa, ma sicuramente frutto di una sub-cultura che ancora latita nel nostro paese e che alimenta atteggiamenti di inciviltà, poco rispettosi della storia, del lavoro e della bellezza di cui in tutti questi anni la nostra associazione si è fatta testimone“.

Molto probabilmente infatti non si tratta di un’intimidazione quanto di un atto di vandalismo come ne accadono purtroppo tanti a Cinisi. Siamo parecchio abituati infatti ad assistere ad atti vandalici di ogni tipo, dall’imbrattamento delle insegne di attività commerciali, passando per la distruzione di installazioni artistiche per finire con le devastazioni di opere appena completate come alcune delle fontane del paese. Questa volta è toccato a una delle mattonelle del percorso dei cento passi, una mattonella che può emozionare tante persone per quello che evoca e che può suscitare incredibilmente disprezzo in altre  fino al punto di prendere una pietra, un martello o qualcosa del genere e distruggerla.

È proprio questa la battaglia oggi, una battaglia contro l’inciviltà e contro l’ignoranza (probabilmente anche contro l’apatia). Una battaglia dura anche a Cinisi che non è un posto esente dal degrado sociale e urbano. A fronte di questi gesti, che anche se non di matrice mafiosa fanno altrettanto male, ci sono fortunatamente realtà come Casa Memoria; associazioni che cercano di far crescere e migliorare questo posto che ne ha tanto, tanto bisogno.

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