Home Attualità Un sopralluogo ai beni confiscati alla mafia

Un sopralluogo ai beni confiscati alla mafia

Il Presidente del Consiglio comunale di Cinisi, Giuseppe Manzella, ci ha invitati per effettuare un sopralluogo ai beni confiscati alla mafia, due in particolare, da poco riqualificati, i cui lavori, a suo dire, sono stati svolti in maniera superficiale.

L’appuntamento è al casolare in C.da Napoli. L’invito rivolto a consiglieri di minoranza e maggioranza, quest’ultimi però non sono presenti. Arrivati al casolare una brutta sorpresa. Il Presidente ci comunica che è impossibile entrare all’interno del casolare in quanto, a suo dire, il Sindaco si è rifiutato di concedere le chiavi impedendo così l’accesso all’interno del casolare stesso.

Ci rechiamo così all’ex casa Badalamenti, da poco ristrutturata. Anche qui, il Presidente Manzella sostiene che i lavori di riqualificazione sono stati eseguiti con superficialità (rispetto alla cifra di cui si disponeva, che pare ammontasse a circa €300mila). Ai piani superiori abbiamo visto che è stata adibita una stanza ad aula multimediale, è stata effettuata la tinteggiatura e la pavimentazione di alcune zone, la sostituzione degli infissi… “Ma molte cose sono state lasciate come erano prima” lamenta Manzella. Il Presidente si chiede come mai avendo a disposizione una tale somma si sia dovuto ricorrere all’aiuto degli operai di Cinisi per alcuni lavori di definizione del locale.

Torniamo così al casolare in c.da Napoli per prendere visione (quantomeno) della situazione esterna dello stesso. E la situazione è sconfortante: nonostante i lavori di ristrutturazione siano terminati da poco tempo, notiamo già delle crepe importanti sulle pareti, ci sono evidenti infiltrazioni d’acqua che lasciano intendere la presenza di muffa all’interno dello stesso, attraverso una piccola finestra notiamo pareti scrostate e calcinacci sul pavimento, qualcuno ha addirittura rubato il motore dell’acqua poco distante dal casolare.

Il casolare, i cui lavori di riqualificazione sono terminati circa un anno fa, è in condizioni pessime.

Questi lavori, finanziati dal GAL Golfo di Castellammare (circa €300mila), avrebbero dovuto rendere il casolare un centro ricreativo e culturale collegato al sistema regionale delle aree protette e delle razze autoctone (bovina cinisara inclusa). Il presidente Manzella sostiene che il GAL, in qualità di ente finanziatore, avrebbe dovuto prendersi la responsabilità di rendicontare all’assessorato la spesa effettuata e quindi verificare l’efficienza dei lavori svolti.

Dove sono finiti i soldi? Io andrò o da presidente o da consigliere negli uffici a chiedere rendiconto di tutti i soldi, del come sono stati spesi, fattura per fattura, voglio vedere se tutte le carte coincidono, se c’è l’agibilità dei locali, se tutti i documenti sono in regola.” – continua dicendo – “Sopratutto, se i miei sospetti sono fondati, chiederò che l’assessore al ramo si dimetta perchè ha dimostrato pienamente incompetenza!

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Salvo Pizzo
8 Febbraio 2017 2:21

Come si fa a non lasciare alcun commento?….semplicemente VERGOGNOSO…. Rivedere il casolare di C.da Napoli in queste condizioni è semplicemente vergognoso!! Soldi spesi INUTILMENTE… a parte che prima della “riqualificazione” la struttura era molto caratteristica.. adesso è un obbrobrio!!! Complimenti al GAL e a chi ha permesso tutto ciò senza opporsi (All’Amministrazione)!!!