Home Editoriale No alla sfiducia: Manzella rimane Presidente

No alla sfiducia: Manzella rimane Presidente

Con 10 voti favorevoli e 8 contrari non passa la revoca di Manzella e la paventata nomina di Nino Ruffino.

Dopo quattro ore di consiglio comunale e una pausa di un’ora concessa dal Presidente per consentire al consigliere La Fata Francesca di allontanarsi per motivi personali, in verità improrogabili, l’immagine che rimane più impressa è la foto di alcuni consiglieri di minoranza con il presidente Manzella sui social che lanciano il primo messaggio della prossima campagna elettorale: #insiemepercinisi.

E’ forse l’inizio di una nuova alleanza elettorale in vista delle ancora lontane elezioni comunali? Forse si o forse no, ma certamente si tratta di una vittoria di Manzella che resiste all’ultimo (presunto) attacco della maggioranza consiliare la cui unica voce fuori dal coro è quella (inaspettata?) del consigliere Francesca La Fata che in fase di dichiarazione di voto si smarca dichiarando di astenersi dal medesimo, ribadendo però la sua appartenenza alla Maggioranza.

La seduta consiliare è scandita dalla lunghissima tiritera di articoli che regolano il funzionamento istituzionale della sfiducia-revoca del Presidente e le varie interpretazioni proposte dalla Maggioranza e dal Presidente. In ballo c’è il mai discusso statuto comunale rispolverato l’ultima volta nel marzo del 2010. Lo statuto impedirebbe a Mimmo Scrivano in quanto consigliere e assessore di partecipare al voto (favorevole), suscitando l’ira del consigliere Abbate che invita il segretario comunale a verbalizzare la mancata osservanza della regola statutaria.

Il regista di questa operazione, finita con spaccare per la prima volta le fila della stessa Maggioranza, dovrà interrogarsi sull’immediato futuro politico di questa Amministrazione.
Tenere impegnato il consiglio comunale per sei mesi su una questione interna agli accordi politici della campagna elettorale certamente denota una debolezza nella linea politica di questa Maggioranza.

La sconfitta della Maggioranza è di natura politica e il suo unico capogruppo ne dovrà prendere atto. Probabilmente sarà necessario che ogni lista elettorale abbia il suo capogruppo, probabilmente si dovrà prendere atto che la forzatura su Manzella è stata un autogol, che ha compattato l’opposizione e inasprito definitivamente i rapporti con la presidenza, definendo Manzella “incapace a svolgere il ruolo”. Curiosità ha destato nel corso della seduta un sms mandato da Marina Maltese (che ha smentito) a Teleoccidente in cui parlava di “incapacità” di Manzella e che ha mandato su tutte le furie il presidente che ha letto in aula il messaggio innescando un caos che ha interrotto per qualche minuto i lavori.

La linea comincia ad assottigliarsi e nei prossimi mesi se non cambieranno gli assetti (Assessori e cariche di sotto governo), l’amministrazione Palazzolo rischia un clamoroso quanto inatteso capitombolo. Dal canto suo Manzella, che ha ribadito nel corso della seduta la sua correttezza nei rapporti istituzionali, si dovrà interrogare su un amore mai sbocciato con le alte cariche istituzionali locali.

Cosà farà adesso il presidente di un Consiglio con undici consiglieri di maggioranza e nove di opposizione?

Siamo ad un punto di svolta della politica locale e comincia ad intravedersi all’orizzonte lo spauracchio dell’avvocato Salvatore Palazzolo, che certamente si vedrà costretto ad intervenire per salvare l’Amministrazione di cui è certamente il padre putativo.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments